Eterometria: rialzo sì/no?

valutazione rialzo

Che cos’è l’eterometria?

L’eterometria è un’asimmetria (differenza) nella lunghezza delle gambe. Non deve essere confusa con la dismetria, ovvero un segno di origine neurologica derivante da lesioni degli organi deputati al controllo motorio (vestibolo, cervelletto, gangli della base).

Le cause dell’eterometria possono essere diverse: congenite (per ipoplasia di un segmento osseo), idiopatiche (in assenza di fattori determinati), traumatiche (come in conseguenza di un incidente), o possono conseguire a una terapia medica sbagliata.

Che cosa comporta l’eterometria?

L’eterometria non è sempre patologica, anzi: in letteratura è descritto come nel 90% dei soggetti ci sia un’eterometria pari o inferiore a 1 cm. Secondo recenti ricerche, le eterometrie che conclamatamente portano a disturbi, sono quelle superiori ai 2 cm. Tra 1 cm e 2 cm esistono prove incerte. Di conseguenza, appare logico iniziare ad occuparsi di quei casi laddove l’eterometria sia di almeno 0.8 – 1 cm o superiore al 3% della lunghezza dell’arto controlaterale.

È quindi importante capire se l’eterometria debba essere corretta in base ai sintomi del paziente, alla valutazione statica e dinamica, tracciando quella che è la linea disfunzionale creata dall’eterometria.

Come si valuta clinicamente un’eterometria?

L’esame clinico va effettuato a paziente supino. 

Con il paziente supino e normalizzato sul lettino, arti inferiori estesi e paralleli, un’eterometria può essere individuata confrontando il livello dei malleoli dei due arti. La misurazione della distanza tra spina iliaca antero-superiore e malleolo sui due lati è teoricamente più appropriata, ma spesso gravata da errori e bassa riproducibilità.

È possibile, inoltre, confrontare la lunghezza tra i due arti dividendo l’analisi in segmenti:

  • bacino-femore: ad anche flesse si osserva il livello delle ginocchia (segno di Galeazzi)
  • gamba-piede: a paziente prono si osserva il livello dei malleoli e dei piedi

Questo consente di comprendere anche se la patologia che determina l’eterometria si localizza principalmente nel segmento prossimale (ad esempio, a seguito di una frattura di femore) o distale (ad esempio, per una ipoplasia di gamba).

segno di galeazzi

Quando è utile corregge l’eterometria?

L’utilizzo di un rialzo può rivelarsi utile quando ci troviamo in presenza di un’eterometria degli arti inferiori, purché essa rispecchi necessariamente le seguenti caratteristiche:
– REALE

– STRUTTURATA

– NON FUNZIONALE

Deve quindi esserci una reale differenza anatomica di lunghezza degli arti inferiori (e non apparente/simulata dal bacino o dalla colonna), strutturata (fissa, rigida, consolidata) e non funzionale per il paziente in esame (non si adatta né al movimento né alle richieste funzionali della quotidianità del soggetto).

Appurata la necessità di correzione, il rialzo risulta utile quando fornisce una spinta ascendente (dal piede, l’impulso correttivo si trasmette al ginocchio, all’anca, al bacino, al rachide, alle spalle, al cranio) in grado di far riorganizzare il paziente dal punto di vista estero-propriocettivo posturocinetico e del dolore.

eterometria

IMPORTANTE: NON SI CORREGONO MAI I SOGGETTI IN CRESCITA.

Uno degli aspetti peculiari della gestione delle eterometrie in età pediatrica, è la necessità di considerarle come problematiche dinamiche, che si possono modificare nel corso della crescita dell’individuo.

Bibliografia:

Gary A Knutson “Anatomic and functional leg-length inequality: a review and recommendation for clinical decision-making. Part I, anatomic leg-length inequality: prevalence, magnitude, effects and clinical significance” – Chiropractic & Osteopathy 2005 Jul 20;13:11. doi: 10.1186/1746-1340-13-11.

Kaj Tallroth, Leena Ristolainen, Mikko Manninen “Is a long leg a risk for hip or knee osteoarthritis?” – Acta Orthopaedica 2017 Oct;88(5):512-515. doi: 10.1080/17453674.2017.1348066. Epub 2017 Jun 30.

J Eric Gordon, Lauren E Davis “Leg Length Discrepancy. The Natural History (And What Do We Really Know)” – Journal of Pediatric Orthopedics 2019 Jul;39(Issue 6, Supplement 1 Suppl 1):S10-S13. doi: 10.1097/BPO.0000000000001396

Morlacchi, A. Mancini – Clinica Ortopedica (Piccin)

Tachdjian’s Pediatric Orthopaedics – 5th Ed – Elsevier

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Dott. GIACOMOMAMBERTO

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