Osteopatia Viscerale

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Osteopatia Viscerale

L’utilità dell’osteopatia nella risoluzione di disturbi muscolari e articolari, in particolare del collo e della schiena, è ormai nota da tempo. Molti però non sono a conoscenza del fatto che buona parte di questi disturbi sono dovuti ad un’alterazione posturale causata da una tensione anomala degli organi interni, spesso latente e non conclamata.  

I Visceri

Per visceri si fa riferimento agli organi, addominali e toracici, e alle membrane connettivali che li avvolgono. Essi sono ancorati direttamente o indirettamente allo scheletro mediante il tessuto connettivo (legamenti e fasce); quando questo si muove insieme alla colonna vertebrale, i visceri lo seguono, vincolati come sono ad esso, e ne permettono i corretti movimenti. 

Quando invece si presenta una restrizione di mobilità, l’organo mette in tensione la propria struttura connettivale che lo inserisce allo scheletro, impedendo un corretto movimento della colonna vertebrale. Gli organi e i visceri, inoltre, sono costantemente messi in movimento dalla dinamica diaframmatica ad ogni atto respiratorio e quindi ne influenzano il meccanismo e a loro volta ne vengono influenzati.

Mobilità e motilità viscerale

Gli organi si muovono: sotto la spinta meccanica del diaframma gli organi addominali e toracici subiscono delle compressioni (una sorta di “effetto pompa”) che sono notevolmente benefiche per la salute degli organi stessi. 

Il diaframma, infatti, ad ogni atto inspiratorio ed espiratorio spinge gli organi addominali, direttamente e indirettamente collegati ad esso, verso il basso, e li “ritira” verso l’alto durante ogni fase espiratoria. D’altro canto, ogni organo è dotato di una propria mobilità intrinseca detta motilità generata dalla memoria del movimento cellulare embriologico. 

In pratica questo movimento continua a ripetersi incessantemente durante tutta la vita in modo ritmico e se armonico è sinonimo di una buona vitalità dell’organo considerato.

Restrizioni di mobilità

Il concetto di postura antalgica è ormai noto a molti: facendo un breve esempio, se ho una tensione in qualche area dell’addome, tenderò a piegarmi su quell’area in una posizione di protezione; il corpo si avvolge intorno all’area con una densità maggiore. Se questa postura permane nel tempo oltre un certo periodo, le strutture miofasciali si adattano a questa nuova situazione, creando una “restrizione” di mobilità che porta a delle limitazioni nei movimenti opposti. 

Un esempio è quello delle posture che assumono i pazienti affetti da esofagite da reflusso o ernia iatale, che presentano una postura in chiusura anteriore con associato un incurvamento in avanti delle spalle: questo comporta un’impossibilità nel mantenere una corretta (e poco dispendiosa dal punto di vista energetico) posizione eretta, portando ad un sovraccarico dell’area dorsale con presenza di dolore. Persino alcune intolleranze alimentari possono creare effetti sulla postura generando modificazioni nell’allineamento della colonna vertebrale.

Qual è la causa delle restrizioni?

Le cause sono molteplici: esiti di interventi chirurgici, cicatrici che non guariscano in modo ottimale portando alla presenza di aderenze anche profonde, che spesso non vengono notate: infatti nel punto dove viene fatta un incisione non è solo la pelle a subire un’interruzione di continuità, ma anche i tessuti in profondità vengono coinvolti.

Spesso accade che su un altro strato si vengano a creare delle aree di densità e tensione importanti, spesso sottovalutate; infezioni da batteri o virus che possono danneggiare gli organi che vanno a coinvolgere, in particolare la loro membrana di rivestimento; i traumi: nei colpi di frusta, per esempio, gli organi definiti “pieni” come il fegato o i reni, subiscono delle forze di pressione tali da creare delle restrizioni o peggio fissazioni, che come detto possono creare disturbi nell’organo nella sua fisiologia e che si ripercuotono sui normali movimenti globali del corpo.

Come funziona quindi l’osteopatia viscerale?

Le tecniche che si utilizzano in osteopatia viscerale sono diverse: dalle tecniche di drenaggio/pompaggio emo-linfatico, per migliorare il deflusso del sangue venoso e della linfa in organi come il fegato e la milza quando questi sono in uno stato di congestione, alle tecniche di desaturazione e rilascio fasciale, utili per permettere un approccio in una situazione di maggiore dolorabilità, in situazioni in cui le membrane che avvolgono il viscere risultano molto tese, o per  trattare delle cicatrici che presentano aderenze, fino a tecniche di stiramento quando troviamo un organo cavo, come ad esempio l’intestino, che presenta spasmo della sua parete in seguito a stati come irritabilità e stipsi.

Un esempio pratico

Se una persona soffrisse di problemi intestinali, potrebbe giungere in studio lamentando un dolore di tipo lombo-sacrale o sciatico: in questo caso, se la “disfunzione primaria” fosse quella intestinale, trattando l’intestino si otterrebbe una remissione della sintomatologia lombo-sciatalgica.

Quali indicazioni per un trattamento osteopatico viscerale?

  • Gastrite
  • Colite spastica
  • Ernia iatale
  • Reflusso gastro-esofageo
  • Stitichezza
  • Turbe del transito intestinale
  • Gonfiori addominali
  • Tachicardie
  • Bronchiti
  • Cistiti
  • Emorroidi
  • Osteopatia ginecologica: (turbe del ciclo mestruale, dolori pelvici, sindrome postpartum, sciatalgia del 4° mese, riequilibrio bacino post-partum, ipofertilità, dolori mestruali, ecc…)
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Dott. GIACOMOMAMBERTO

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